Il cinema di Fellini
di Brunello Rondi (a cura di Roy Menarini)
IL CINEMA DI FELLINI
di Brunello Rondi
A cura di Roy Menarini nella riedizione (1965) completa e arricchita di uno straordinario apparato fotografico proveniente dalla Fototeca Nazionale (CSC).
Con un saggio di Alberto Pezzotta
Una coedizione Centro Sperimentale di Cinematografia / Edizioni Sabinae
Isbn 979 1282 554 060
464 pp.; illustrato; cartonato
35,00 euro
In uscita il 19 ottobre 2026
Info e prenotazioni: ordini@edizionisabinae.com
________________________
Scrittore, drammaturgo, regista, saggista, tra coloro che più straordinariamente hanno esercitato la funzione di intellettuale in diversi contesti culturali e artistici in Italia, Brunello Rondi (1924-1989) possiede molti primati: ha scritto il primo studio monografico italiano su Béla Bartók, la prima storia esegetica, in due volumi, sulla musica contemporanea, il primo studio, in due volumi, sul cinema italiano neorealista, con eccezionale consenso critico in Italia e in Europa. Autore teatrale con Sulle strade, L’assedio e Il viaggio, Rondi è stato poeta, filosofo, musicologo e anche regista cinematografico orgoglioso e inclassificabile: dopo Una vita violenta, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e diretto con Paolo Heusch, ha firmato titoli unici nel nostro panorama come Il demonio, Ingrid sulla strada, I prosseneti e altri otto lungometraggi legati a svariati generi e a personali interpretazioni del cinema d’autore più provocatorio, tra anni Sessanta e Settanta.
Brunello Rondi. Sceneggiatore e collaboratore artistico di Federico Fellini, a partire da La strada (1954) e per molti anni, Rondi è la persona che è stata artisticamente più vicina al regista in tutto il suo maggior ciclo creativo. La collaborazione di Rondi con Fellini costituisce, anzi, uno dei casi più tipici e insoliti del cinema italiano e si configura sulla base di una profonda corrispondenza di sentimento stilistico. Questo libro, uscito per la prima volta nel 1965, è il frutto di una esperienza tanto intima e incessante quanto spassionata e oggettiva. Ma l’analisi dei singoli film – probabilmente la più diffusa, originale e serrata che sia stata fatta sul maestro riminese – è soprattutto un viaggio, un pegno, un saggio stimolante di un modo particolare di intendere la critica cinematografica.









Scrivi un commento