Gli occhi di François Truffaut

di Rosario Tronnolone

GLI OCCHI DI FRANÇOIS TRUFFAUT

di Rosario Tronnolone

formato: 14×21

Pag. 268; ill.

Isbn 979 12800 23 506

20,00 euro

Uscita maggio 2023

Uno sguardo alla filmografia di François Truffaut, autore di un’autobiografia filmata che trascende la saga del suo alter ego Antoine Doinel e che si estende a tutto il suo cinema. Il reiterarsi commovente del suo sguardo perduto e sofferto, riconoscibile negli occhi dei protagonisti dei suoi film, è il legame visibile e impalpabile di un’opera poetica unitaria che parla di amore per la vita, per la letteratura e per il cinema. Che parla di amore per le donne, per l’infanzia e per il gioco. Che parla di amore.

 

Rosario Tronnolone è nato a Taranto, ha studiato a Napoli, vive e lavora a Roma. Si è laureato in Lettere Classiche con una tesi in Storia del Cinema all’Orientale di Napoli e ha conseguito il Master in Giornalismo e Comunicazione d’Impresa presso la LUISS Guido Carli di Roma. Per la Radio Vaticana cura un programma settimanale dedicato al Cinema e adattamenti radiofonici di romanzi. Attore e regista, ha messo in scena diversi testi teatrali, tra cui Hedda Gabler di Ibsen, Tradimenti e Vecchi tempi di Pinter, Zoo di vetro e Improvvisamente l’estate scorsa di Tennessee Williams e 24 ore della vita di una donna di Zweig. Con le Edizioni Sabinae ha pubblicato Alfred Hitchcock. Ritratti di signore (2021).

dall’introduzione:

François Truffaut, un regista fino a quaranta, ma anche trenta anni fa, famosissimo, amatissimo, citatissimo: per le persone della mia generazione titoli come Jules e Jim e I quattrocento colpi, Fahrenheit 451 e La camera verde, Effetto notte e L’ultimo metrò, La signora della porta accanto e Finalmente domenica, erano pane quotidiano, e ricorrevano in ogni conversazione, in ogni telefonata. Oggi, a pochi anni di distanza, è invece inspiegabilmente, ingiustamente dimenticato. Vale dunque la pena di riguardare i suoi film, di parlare di lui e anche (lo speriamo) di riportarlo all’attenzione del pubblico più giovane. Giovane: è inevitabile che questa parola venga in mente parlando di Truffaut, perché veramente della giovinezza egli ha fatto l’argomento fondamentale del suo cinema e della sua poesia. In un’intervista della metà degli anni Settanta, un giornalista gli cita una definizione che è stata data di lui: “un vieux jeune homme triste qui aime le cinéma”. Un vecchio ragazzo triste che ama il cinema. Truffaut si schermisce un po’, ascoltando questa definizione che è stata data di lui, afferma di non essere ben sicuro che la tristezza gli si addica davvero, ma sicuramente l’amore per il cinema sì. “Un vecchio ragazzo”: questo è evidente, lo si vede proprio; se avete in mente o se avete occasione di ricercare un’immagine di Truffaut, lo si percepisce immediatamente, lo si deduce quasi da quei suoi capelli un po’ selvaggi e precocemente stempiati, ma soprattutto dallo sguardo acceso, proprio di un ragazzino. E poi “triste”: la tristezza appartiene forse non tanto al suo approccio alle persone, o al suo modo di coltivare i rapporti, quanto piuttosto al suo cinema, alla sua opera; una forma di malinconia traspare, è innegabile, da tutti quanti i suoi film. [...]

 

dello stesso Autore per Edizioni Sabinae:

Alfred Hitchcock. Ritratti di signore (2021)

http://www.edizionisabinae.com/wordpress/?p=3264

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