Massimo Girotti

di Roberto Liberatori

MASSIMO GIROTTI

di Roberto Liberatori

pp. 220

Isbn 979 12800 23 452

euro 18,00

In uscita a febbraio 2023

Info e ordini: ordini@edizionisabinae.com

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Una biografia di un attore che ha segnato più generazioni del cinema, lavorando con i maggiori registi italiani.

Con la sua bellezza statuaria, Massimo Girotti irrompe nel cinema degli anni ’40 ottenendo un successo inaspettato. Per il pubblico è l’eroe buono e sentimentale mentre la stampa lo definisce “il Tarzan italiano”. L’incontro successivo con registi capaci di veicolare questa innata forza di seduzione, svela la finezza introspettiva e un talento che sa spaziare dai film d’autore al cinema commerciale, passando per il teatro e la televisione. Interprete ideale di personaggi complessi e controversi, ha disseminato le sue apparizioni in sessant’anni d’attività, gestita con modestia e determinazione, i tratti più evidenti della sua natura umana e artistica.

Massimo Girotti, Mogliano (Macerata) 18 maggio 1918 – Roma 6 gennaio 2003. Con La corona di ferro (1941) di Alessandro Blasetti si afferma prepotentemente come il “bello” del cinema italiano. Dopo l’esordio, recita con Roberto Rossellini in Un pilota ritorna e, subito dopo, Luchino Visconti gli affida il ruolo del protagonista in Ossessione (1943). Dopo la fine della seconda guerra mondiale si conferma attore affidabile e di talento: è questo il suo periodo migliore con film come Caccia tragica (1946) di Giuseppe De Santis, In nome della legge (1949) di Pietro Germi – che gli valse un Nastro d’argento – Cronaca di un amore (1950) di Michelangelo Antonioni e Senso (1954) di Luchino Visconti. Alla fine degli anni Sessanta conosce un nuovo periodo d’oro con Pier Paolo Pasolini che lo valorizza in Teorema (1968) e poi in Medea (1970). Due anni dopo Bernardo Bertolucci gli affida la parte dell’amante in Ultimo tango a Parigi (1972). A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta alterna cinema, teatro (il suo debutto sul palcoscenico è del 1945) e sceneggiati televisivi di successo. Negli ultimi anni, registi della nuova generazione riprendono a cercarlo, fra questi anche Roberto Benigni per Il mostro (1994). Muore a causa di problemi cardiaci al Policlinico di Roma, dove era ricoverato. Aveva lavorato fino a poche settimane prima sul set del film La finestra di fronte, di Ferzan Ozpetek, che gli è valso il David di Donatello (postumo) come miglior attore protagonista.

Roberto Liberatori è nato a Roma, dove vive. La sua passione per il cinema ha origini lontane, davanti al piccolo schermo in bianco e nero. Laureato in Lettere, lavora in ambito televisivo dove si occupa di cinema e teatro. Ha pubblicato Lucia Bosè. Una biografia, (2019).

 

Massimo Girotti_Roberto Liberatori_Edizioni Sabinae_febbraio 2023

 

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