Crisalide

di Tamara Deroma

CRISALIDE

di Tamara Deroma

6° volume della saga I 7 demoni reggenti

492 pp.

Isbn 979 12 800 233 22

20,00 euro

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Finalmente libera dalla prigione in cui è stata confinata per secoli, Joorasthra-Kalin-Agetj intende instaurare la democrazia all’Inferno e dichiarare una nuova guerra contro Dio. È disposta a tutto, pur di restituire ai demoni i privilegi persi dopo la Cacciata. È disposta perfino ad allearsi con chi desidera distruggere il Male che contamina i Regni.

L’esilio sul Purgatorio è appena iniziato quando l’Essenth riceve l’ordine di fermare la madre della Rivoluzione. Ma difendere il Re Nero e l’Equilibrio può rivelarsi molto complicato, soprattutto se i tuoi stessi fratelli bramano l’uno il sangue dell’altro.

https://www.horrormagazine.it/13489/edizioni-sabinae-presenta-crisalide-di-tamara-deroma

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2 Commenti su Crisalide

  1. Non stavo più nella pelle! E’ un sogno che finalmente, benché il periodo, si possa continuare a leggere dei 7! Grazie Tamara, grazie Sabinae! <3 <3

  2. Tamara Deroma ci ha abituati bene alle dipartite, non importa se pensavamo che nel primo e nel secondo libro i protagonisti fossero definiti, ce ne ha tolti due e quasi un terzo in quelli successivi, ma mai, mai con tanta crudeltà, da Chi è puro Male.
    Fortunatamente non ci tiene troppo sulle spine e si parte subito con il duello tra Aìnt e Urìel, visto in una sorta di sogno/trans dell’agente Moore durante l’operazione, dove subisce un distacco vero e proprio dell’anima e fluttua fino allo scontro. Bella la similitudine con il treppiedi, come una telecamera che registra i fatti, ma non è presente materialmente. Il combattimento viene interrotto e così la visione di Moore, che quindi è ancora vivo, benché non tutto intero.
    La rabbia di Lucifero, che ha già dovuto subire la perdita dei 7 dal suo regno, per via del patto con Dio in “Essenth”, qui è esponenziale. Ha pur sempre Lui il comando sui Peccati Capitali, e restano tali anche se hanno deciso di seguire i demoni sul Purgatorio, ma solo perché probabilmente non ci sono altri demoni degni e potenti come loro. La Sua decisione è sottile, sadica, subdola, cattiva, manipolatrice.
    Lo shock arriva dopo, dove l’autrice ci toglie un altro protagonista, e nemmeno tanto carinamente, destabilizzando completamente il “sette bello demoniaco”. Aìnt si sentirà in colpa, Urìel rimarrà apatico, spezzato, spento, fino all’arrivo del suo acerrimo nemico, l’Arcangelo Michele. Judith è sempre più propensa a mollare tutto, tra dolore, dubbi e paure. Ajhyieenna manifesta il suo disappunto verso i fratelli, la sua delusione verso Judith e non è più tanto convita che abbiano preso la decisione gusta, almeno all’inizio; e Shell se la vede davvero brutta. A prender tutto in mano, Rayiin inizia a spazientirsi, ma deve tener duro, per il suo gruppo, per il compito voluto da Dio, l’Essenth, e per quel sentimento che se Shell lo sapesse lo oscurerebbe subito, capo clan o non capo clan che sia.
    Tra colpi di scena, scontri cruenti e la furia bestiale di Lucifero, una vecchia minaccia vuole di nuovo squilibrare i regni. Joorasthra-Kalin-Agetj ha già tentato una volta di spodestare il Re Nero, e questa volta è quasi sul punto di riuscirci con la sua fazione, “I Liberati”, per poi conquistare il Paradiso e spodestare perfino Dio, volendo portare dalla sua parte anche i Reggenti. Un’utopia enorme.
    E’ un demone, una stratega, una politica, prima di tutto. Vede Lucifero come un approfittatore e vorrebbe instaurare un regno democratico. Viene battura dai suoi stessi sentimenti per la compagna Ghebli, gli stessi che prova il Re, che la desidera di un amore mal sano, ossessivo, e che per gelosia piuttosto se ne priva, infliggendo un danno morale profondo all’avversaria e decretando la sua sconfitta. Ma a che prezzo?
    La democrazia ha perso in favore della tirannia. Questo fa riflettere. Per quanto malvagia fosse, Joorasthra-Kalin-Agetj aveva un intento nobile, se rapportato al suo status di demone. Era un’illuminata, o forse un’illusa. Voleva l’uguaglianza, voleva la rivalsa. Voleva smantellare il Regno di Terrore del Re. E ha perso. Ha perso perché i demoni sono Male e forse non meritano altro. O forse i tempi non sono ancora maturi. Quindi da una parte il lettore è felice che abbiano vinto i Reggenti, dall’altro ci rimane un po’, perché in fondo ha perso la democrazia contro il dispotismo estremo. Siamo sempre lì, l’autrice ama metterci in crisi, ma dice una cosa giusta: nessuno conosce la vera forza di Lucifero, così come nessuno conosce quella di Dio.
    In questo libro non ci sono più distinzioni definite tra i mondi. E’ un tutti contro tutti. Il tradimento si è insidiato in Paradiso, gli angeli vanno all’Inferno a difendere il Re Nero, i demoni hanno via libera grazie alla stupidità umana, che i 7 cercano di contenere, infondo è questo il loro compito oramai: mantenere la stabilità. E sul Purgatorio un nuovo asse si sta formando, gli Ignavi.
    Stufi di vagar senza meta e senza una vera esistenza trovano in Aurora la loro regina. Ma non è ancora matura, dovrà trasformarsi in “farfalla” per aiutarli. La Crisalide è lei, e vani saranno i tentativi di Moore e Conti per cercare di tenerla dalla parte del giusto. Ricordiamoci che è la figlia di Thorstòr ex Gola, quindi un mezzo sangue, un mezzo demone. E Thorstòr è stato giustiziato da Rayiin, e lei è affezionata a Moore che è stato aggredito da Judith e Ajhyieenna, ed era innamorata di Zorha che è stato giustiziato da Dio. Aurora ha ancora tanto rancore da smaltire e la decisione finale spetterà a lei.
    Intanto anche le alte sfere non se la passano bene. Gli angeli traditori, pensando di essere nel giusto, creano un disastro che nemmeno nella più impensabile delle ipotesi si sarebbe avverato. Il Paradiso è deserto. Dio è morto!
    Tanti interrogativi sorgono ad ogni capitolo, alcuni svelati subito, altri saranno definiti nel prossimo romanzo della saga. La drammaticità iniziale, l’emotività centrale, il sollievo verso la fine e lo spavento finale, rendono questo libro una montagna russa non da poco, per il lettore.
    I punti di vista sono tanti, anche quello di Lucifero è a sé stante, ma non ce n’è uno giusto del tutto, così come non ce n’è uno sbagliato fino in fondo. Ognuno segue la propria morale, nel bene o nel male.

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