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	<title>Edizioni Sabinae &#187; Cinema</title>
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	<description>Casa editrice, Edizioni Sabinae</description>
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		<title>Amore e chiacchiere. Cronache pettegole su 50 anni di cinema italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[AMORE E CHIACCHIERE Cronache pettegole su 50 anni di cinema italiano di Patrizia Carrano 192 pp. 18,00 euro Isbn 979 12 82554 107 Per info e ordini: ordini@edizionisabinae.com In uscita il 5 novembre 2026 ________________________________ Cosa succede a Cinecittà nell’epoca d’oro del cinema italiano? Quando Fellini riceve Ingmar Bergman, Sergio Leone scrittura un condor, Mastroianni non vuole mostrare le gambe, e a fine giornata i i riflettori si spengono? Quanti dissidi, quante passioni – amorose o politiche – hanno segnato la storia del nostro cinema? In Amore e chiacchiere, Patrizia Carrano ci accompagna in un viaggio lungo cinquant’anni curiosando fra i segreti e le rivalità degli attori, dei produttori e dei registi che hanno reso celebre il nostro cinema nel mondo intero.  Lungi dall’essere un semplice elenco di pettegolezzi, questo libro è un affresco acuto e ironico di un’epoca irripetibile. Con la sua penna affilata e complice, Carrano  usa le  sue “cronache pettegole” come  una gustosa chiave di lettura  per conoscere ciò che è  davvero accaduto dentro e fuori dal set. La storia del cinema si fa con i capolavori, ma la si comprende fino in fondo  osservando con uno sguardo obliquo gli uomini e le donne che l’hanno vissuta. Patrizia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AMORE E CHIACCHIERE</strong></p>
<p><em><strong>Cronache pettegole su 50 anni di cinema italiano</strong></em></p>
<p>di Patrizia Carrano</p>
<p>192 pp.</p>
<p>18,00 euro</p>
<p>Isbn 979 12 82554 107</p>
<p>Per info e ordini: ordini@edizionisabinae.com</p>
<p><strong>In uscita il 5 novembre 2026</strong></p>
<p>________________________________</p>
<p style="color: #000000;">Cosa succede a Cinecittà nell’epoca d’oro del cinema italiano? Quando Fellini riceve Ingmar Bergman, Sergio Leone scrittura un condor, Mastroianni non vuole mostrare le gambe, e a fine giornata i i riflettori si spengono? Quanti dissidi, quante passioni – amorose o politiche – hanno segnato la storia del nostro cinema?<br />
In <i>Amore e chiacchiere</i>, Patrizia Carrano ci accompagna in un viaggio lungo cinquant’anni curiosando fra i segreti e le rivalità degli attori, dei produttori e dei registi che hanno reso celebre il nostro cinema nel mondo intero.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="color: #000000;">Lungi dall’essere un semplice elenco di pettegolezzi, questo libro è un affresco acuto e ironico di un’epoca irripetibile. Con la sua penna affilata e complice, Carrano<span class="Apple-converted-space">  </span>usa le<span class="Apple-converted-space">  </span>sue “cronache pettegole” come<span class="Apple-converted-space">  </span>una gustosa chiave di lettura<span class="Apple-converted-space">  </span>per conoscere ciò che è<span class="Apple-converted-space">  </span>davvero accaduto dentro e fuori dal set. La storia del cinema si fa con i capolavori, ma la si comprende fino in fondo<span class="Apple-converted-space">  </span>osservando con uno sguardo obliquo gli uomini e le donne che l’hanno vissuta.</p>
<p style="color: #000000;">
<p style="color: #000000;"><b>Patrizia Carrano</b> vive e lavora a Roma. Giornalista, critica cinematografica e prolifica autrice tradotta in cinque lingue, ha collaborato con<span class="Apple-converted-space">  </span>importanti testate italiane (da Noi Donne, sotto la direzione di Miriam Mafai, a Panorama, a Sette), ha raccontato per la Rai<span class="Apple-converted-space">  </span>il Festival di Venezia per più di venti edizioni e, sempre per<span class="Apple-converted-space">  </span>Rai1, ha<span class="Apple-converted-space">  </span>firmato numerose <span class="Apple-converted-space">  </span>fiction di grande ascolto (Butta la luna, Assunta Spina, ecc.).<span class="Apple-converted-space">  </span>Autrice di oltre venti titoli che spaziano con felice esito tra saggistica e narrativa, Carrano mette spesso al centro dei suoi lavori forti figure femminili, il cinema e la natura. Tra le sue ultime opere figurano i romanzi La bambina che mangiava i comunisti (2022), La figlia della serva (2024)<span class="Apple-converted-space">  </span>Il cuore infranto della quercia (2025), oltre<span class="Apple-converted-space">  </span>alla biografia di Magnani Tutto su Anna (2023). Nel 2026 ha vinto il “Premio Chianti”, che va ad aggiungersi ai molti riconoscimenti ottenuti negli anni, fra cui le piace ricordare il premio “Rhegium Julii opera prima”, ottenuto per Malafemmina, la donna nel cinema italiano (1977).</p>
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<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/1790338733.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4593" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/1790338733.jpg" alt="1790338733" width="710" height="934" /></a></p>
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		<title>Sotto la cipria</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 14:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[SOTTO LA CIPRIA Segreti, confessioni e verità nascoste Il Casanova di Federico Fellini di Gianfranco Angelucci Isbn 9791282554091 Pp. 256 In uscita il 26 ottobre 2026 Per info e ordini: ordini@edizionisabinae.com &#160; _________ &#160; “Questa è la storia del film che Federico Fellini non voleva fare, e che divenne la sua opera fondamentale degli anni Settanta, tra i capolavoriche hanno donato un nuovo sguardo e un nuovo corso al cinema mondiale”. &#160; A mezzo secolo esatto da quel 1976 che sconvolse la critica e il pubblico, Gianfranco Angelucci &#8211; testimone, amico e storico collaboratore di Federico Fellini - solleva l’ingannevole velo di cipria che ha avvolto per decenni i segreti del set. Attraverso una narrazione vibrante, ricca di aneddoti inediti e confessioni insospettabili, il libro rivela la genesi di un’opera d’arte totale: dalle furiose liti con i produttori alla titanica ricostruzione di una Venezia immaginaria a Cinecittà, fino al rapporto conflittuale e quasi psicanalitico tra il regista e il suo mitico protagonista. Sotto la cipria non è una celebrazione di circostanza, ma una riscoperta necessaria. Una mappa per decifrare l’anima nascosta di un film che, oggi più che mai, si rivela un capolavoro profetico sulla solitudine dell’uomo moderno e sulla irrinunciabile verità della finzione alla base [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SOTTO LA CIPRIA</strong></p>
<p><em><strong>Segreti, confessioni e verità nascoste</strong></em></p>
<p><em>Il Casanova di Federico Fellini</em></p>
<p>di Gianfranco Angelucci</p>
<p>Isbn 9791282554091</p>
<p>Pp. 256</p>
<p>In uscita il 26 ottobre 2026</p>
<p>Per info e ordini: <a href="http://ordini@edizionisabinae.com">ordini@edizionisabinae.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">_________</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong>“Questa è la storia del film che Federico Fellini non voleva fare, e che divenne la sua opera fondamentale </strong><strong>degli anni Settanta, tra i capolavori</strong><strong>che hanno donato un nuovo sguardo e un nuovo corso al cinema mondiale”.</strong></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>A mezzo secolo esatto da quel 1976 che sconvolse la critica e il pubblico, Gianfranco Angelucci &#8211; testimone, amico e storico collaboratore di Federico Fellini - solleva l’ingannevole velo di cipria che ha avvolto per decenni i segreti del set. Attraverso una narrazione vibrante, ricca di aneddoti inediti e confessioni insospettabili, il libro rivela la genesi di un’opera d’arte totale: dalle furiose liti con i produttori alla titanica ricostruzione di una Venezia immaginaria a Cinecittà, fino al rapporto conflittuale e quasi psicanalitico tra il regista e il suo mitico protagonista.<br />
Sotto la cipria non è una celebrazione di circostanza, ma una riscoperta necessaria. Una mappa per decifrare l’anima nascosta di un film che, oggi più che mai, si rivela un capolavoro profetico sulla solitudine dell’uomo moderno e sulla irrinunciabile verità della finzione alla base di ogni spettacolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gianfranco Angelucci</strong> è uno scrittore, regista, giornalista e docente di Accademia che vive a Roma e alterna l’attività letteraria a quella cinematografica. Amico e collaboratore di Federico Fellini fin dalla tesi di laurea e per i successivi venticinque anni, ha girato vari programmi e curato numerosi volumi sulla produzione artistica del regista riminese: <em>Amarcord</em>, <em>Casanova</em>, <em>E la nave va</em>, <em>Ginger e Fred</em>, <em>Block notes di un regista</em>; oltre ai libri fotografici <em>La dolce vita</em> e <em>Un regista a Cinecitt</em>à. Nel 1987 ha firmato la sceneggiatura del film <em>Intervista</em>, Premio speciale della giuria a Cannes e Primo Premio al Festival di Mosca. Tra il 1997 e il 2000 ha diretto l’Associazione “Fondazione Federico Fellini” di Rimini. Per la narrativa ha pubblicato <em>L’amore in corpo </em>(Sperling &amp; Kupfer),<em> Tra un anno al Caffè della Plaka </em>(Abramo Editore), e nel 2000 il romanzo verità <em>Federico F. </em>(Avagliano Editore), seguito negli anni successivi da <em>Segreti e bugie di Federico Fellini </em>(Pellegrini Editore), <em>Giulietta Masina</em> (Edizioni Sabinae) <em>Glossario felliniano</em> (Avagliano Editore) per il Centenario dell’artista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Sotto-la-cipria_gianfranco-angelucci_ottobre-2026.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4589" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/10/Sotto-la-cipria_gianfranco-angelucci_ottobre-2026.jpg" alt="Sotto la cipria_gianfranco angelucci_ottobre 2026" width="1000" height="1301" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cinema di Fellini</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 06:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[IL CINEMA DI FELLINI di Brunello Rondi A cura di Roy Menarini nella riedizione (1965) completa e arricchita di uno straordinario apparato fotografico proveniente dalla Fototeca Nazionale (CSC). Con un saggio di Alberto Pezzotta Una coedizione Centro Sperimentale di Cinematografia / Edizioni Sabinae Isbn 979 1282 554 060 464 pp.; illustrato; cartonato 35,00 euro In uscita il 19 ottobre 2026 Info e prenotazioni: ordini@edizionisabinae.com ________________________ Scrittore, drammaturgo, regista, saggista, tra coloro che più straordinariamente hanno esercitato la funzione di intellettuale in diversi contesti culturali e artistici in Italia, Brunello Rondi (1924-1989) possiede molti primati: ha scritto il primo studio monografico italiano su Béla Bartók, la prima storia esegetica, in due volumi, sulla musica contemporanea, il primo studio, in due volumi, sul cinema italiano neorealista, con eccezionale consenso critico in Italia e in Europa. Autore teatrale con Sulle strade, L’assedio e Il viaggio, Rondi è stato poeta, filosofo, musicologo e anche regista cinematografico orgoglioso e inclassificabile: dopo Una vita violenta, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e diretto con Paolo Heusch, ha firmato titoli unici nel nostro panorama come Il demonio, Ingrid sulla strada, I prosseneti e altri otto lungometraggi legati a svariati generi e a personali interpretazioni del cinema [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL CINEMA DI FELLINI</strong></p>
<p><strong>di Brunello Rondi</strong></p>
<p>A cura di Roy Menarini nella riedizione (1965) completa e arricchita di uno straordinario apparato fotografico proveniente dalla Fototeca Nazionale (CSC).</p>
<p>Con un saggio di Alberto Pezzotta</p>
<p>Una coedizione Centro Sperimentale di Cinematografia / Edizioni Sabinae</p>
<p>Isbn 979 1282 554 060</p>
<p>464 pp.; illustrato; cartonato</p>
<p>35,00 euro</p>
<p>In uscita il 19 ottobre 2026</p>
<p>Info e prenotazioni: <a href="http://ordini@edizionisabinae.com">ordini@edizionisabinae.com</a></p>
<p>________________________</p>
<p>Scrittore, drammaturgo, regista, saggista, tra coloro che più straordinariamente hanno esercitato la funzione di intellettuale in diversi contesti culturali e artistici in Italia, Brunello Rondi (1924-1989) possiede molti primati: ha scritto il primo studio monografico italiano su Béla Bartók, la prima storia esegetica, in due volumi, sulla musica contemporanea, il primo studio, in due volumi, sul cinema italiano neorealista, con eccezionale consenso critico in Italia e in Europa. Autore teatrale con Sulle strade, L’assedio e Il viaggio, Rondi è stato poeta, filosofo, musicologo e anche regista cinematografico orgoglioso e inclassificabile: dopo Una vita violenta, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e diretto con Paolo Heusch, ha firmato titoli unici nel nostro panorama come Il demonio, Ingrid sulla strada, I prosseneti e altri otto lungometraggi legati a svariati generi e a personali interpretazioni del cinema d’autore più provocatorio, tra anni Sessanta e Settanta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Brunello Rond</strong>i. Sceneggiatore e collaboratore artistico di Federico Fellini, a partire da La strada (1954) e per molti anni, Rondi è la persona che è stata artisticamente più vicina al regista in tutto il suo maggior ciclo creativo. La collaborazione di Rondi con Fellini costituisce, anzi, uno dei casi più tipici e insoliti del cinema italiano e si configura sulla base di una profonda corrispondenza di sentimento stilistico. Questo libro, uscito per la prima volta nel 1965, è il frutto di una esperienza tanto intima e incessante quanto spassionata e oggettiva. Ma l’analisi dei singoli film – probabilmente la più diffusa, originale e serrata che sia stata fatta sul maestro riminese – è soprattutto un viaggio, un pegno, un saggio stimolante di un modo particolare di intendere la critica cinematografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4595'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Giulietta degli Spiriti" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4596'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Otto e mezzo" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4597'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La dolce vita" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4598'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="La dolce vita" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4599'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le tentazioni del dottor Antonio" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4600'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Otto e mezzo" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4601'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Le tentazioni del dottor Antonio" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4603'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Otto e mezzo" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4604'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Otto e mezzo" /></a></p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/Il-cinema-di-Fellini_Rondi_ottobre-2026.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4582" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/Il-cinema-di-Fellini_Rondi_ottobre-2026.jpg" alt="Il cinema di Fellini_Rondi_ottobre 2026" width="720" height="938" /></a></p>
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		<title>Bere vino al cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[bere vino]]></category>
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		<description><![CDATA[BERE VINO AL CINEMA di Stefano Curone Isbn 979 12 82554 114 156 pp. 12,00 euro Per info e ordini: ordini@edizionisabinae.com ________________________________ “Ci sono film che vanno visti. E film che vanno sorseggiati”. C’è un filo invisibile che lega il tintinnio di un calice al buio di una sala cinematografica. Bere vino al cinema di Stefano Curone è un viaggio appassionante e originale che attraversa la storia del grande schermo con il cavatappi in mano. Dai brindisi sfarzosi che celebrano la vita alle bottiglie solitarie che curano la malinconia dei protagonisti, il vino al cinema non è mai un semplice elemento di scena: è un personaggio aggiunto, un motore di storie, un rivelatore di segreti. Tra aneddoti curiosi, scene cult analizzate sotto una nuova luce e accostamenti sorprendenti, questo libro invita cinefili ed enofili a mettersi comodi, abbassare le luci e godersi lo spettacolo. Perché ogni grande film, proprio come un grande vino, merita di essere degustato un sorso alla volta. Stefano Curone (Genova, 1958), giornalista, ha lavorato per 35 anni in Rai, principalmente al TG1, vincendo il Premio Ilaria Alpi con lo speciale Tutti pazzi per Bollywood, dedicato al cinema indiano. Ha collaborato con il quotidiano “Il Lavoro”, poi con le riviste [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BERE VINO AL CINEMA</strong></p>
<p>di Stefano Curone</p>
<p>Isbn 979 12 82554 114</p>
<p>156 pp.</p>
<p>12,00 euro</p>
<p>Per info e ordini: ordini@edizionisabinae.com</p>
<p>________________________________</p>
<p><strong>“Ci sono film che vanno visti. E film che vanno sorseggiati”.</strong></p>
<p>C’è un filo invisibile che lega il tintinnio di un calice al buio di una sala cinematografica.<br />
Bere vino al cinema di Stefano Curone è un viaggio appassionante e originale che attraversa la storia del grande schermo con il cavatappi in mano. Dai brindisi sfarzosi che celebrano la vita alle bottiglie solitarie che curano la malinconia dei protagonisti, il vino al cinema non è mai un semplice elemento di scena: è un personaggio aggiunto, un motore di storie, un rivelatore di segreti.<br />
Tra aneddoti curiosi, scene cult analizzate sotto una nuova luce e accostamenti sorprendenti, questo libro invita cinefili ed enofili a mettersi comodi, abbassare le luci e godersi lo spettacolo. Perché ogni grande film, proprio come un grande vino, merita di essere degustato un sorso alla volta.</p>
<p><strong>Stefano Curone</strong> (Genova, 1958), giornalista, ha lavorato per 35 anni in Rai, principalmente al TG1, vincendo il Premio Ilaria Alpi con lo speciale Tutti pazzi per Bollywood, dedicato al cinema indiano. Ha collaborato con il quotidiano “Il Lavoro”, poi con le riviste “Segnocinema” e “Cineforum”. Ha condotto programmi radiofonici, ideato rassegne cinematografiche, organizzato mostre di pittura e di fotografia. Ha collaborato ai volumi Mimmo Rotella. Effaçage (2005), Gianni Berengo Gardin. Antologia (2008) e curato il catalogo Gianni Berengo Gardin – Elliott Erwitt. Nei luoghi di Piero della Francesca (2010). Ha pubblicato per Edizioni Sabinae i volumi Lo schermo dipinto. Storia della pittura al cinema, da Giotto a Warhol (2024) e Fritz Lang. Maestro del cinema Noir (2025).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Introduzione</em> di Stefano Curone:</p>
<p>Il cibo nutre il nostro corpo, ma anche il nostro immaginario. Lo testimoniano le cospicue rappresentazioni visive di cibi e bevande, dall’antichità ad oggi, dalla pittura al cinema. Lo scopo di questo progetto editoriale, “Il sapore delle immagini” è quello di ricostruirne il percorso figurativo attraverso la produzione cinematografica, descrivendo i film più gustosi, è il caso di dirlo, dedicati all’argomento. Data la gran mole di titoli legati al mondo della tavola, si è scelto di suddividerne la trattazione in tre volumi: “Bere vino”, “Cucinare” e “Pranzare” al cinema.<br />
Il nostro viaggio comincia dal vino, perché il suo ruolo nel cinema non è mai stato analizzato specificamente. Eppure il vino è, insieme al pane, il simbolo stesso della nutrizione ed uno fra i prodotti più antichi creati dall’uomo, probabilmente undicimila anni fa, oltre ad assumere profondi significati spirituali in molte civiltà, dal culto di Dioniso al cristianesimo, che lo lega al sangue di Cristo. Nell’accezione più moderna e laica del suo consumo, il vino rappresenta un elemento essenziale di ogni buon pasto, un emblema della convivialità e un’eccellenza assoluta della cultura alimentare.<br />
La saggistica, fino ad oggi, ha analizzato i rapporti fra il cinema e la cucina privilegiandone gli aspetti più propriamente gastronomici e sfornando, anche qui è il caso di dirlo, ricettari o elenchi di cibarie. Il nostro obiettivo è totalmente diverso: concentrare l’attenzione sul racconto filmico, analizzando non le caratteristiche dei piatti che appaiono sullo schermo, ma la loro funzionalità narrativa e le modalità della loro raffigurazione.<br />
Assume particolare rilevanza, in questo contesto, l’interrelazione fra il linguaggio cinematografico e quello pittorico, il quale ultimo ha celebrato e consolidato l’immagine del cibo a partire dall’antichità classica, come dimostrano i primi significativi esempi a noi pervenuti, risalenti alla civiltà romana. Il trionfo del cibo come soggetto pittorico avviene nel Seicento, con l’affermazione di un genere di successo, la natura morta, all’interno di un percorso che non conosce interruzioni, fino ad approdare alla Pop Art e all’Iperrealismo. Emerge da queste considerazioni l’esigenza di individuare ed illustrare i riferimenti pittorici presenti nei film descritti in questa rassegna, qualora risultino funzionali alla costruzione di inquadrature, ambienti o situazioni narrative. In tal modo si intende analizzare l’universo figurativo proposto da ogni film nella sua interezza, chiarendo il nesso, spesso inscindibile, esistente tra fonti iconografiche e realizzazione cinematografica.<br />
Per quanto riguarda il vino, la sua presenza sul grande schermo è tutt’altro che sporadica. Pur riducendo la cernita, o per meglio dire la vendemmia, ai film più strettamente correlati all’argomento, e limitandola ai lungometraggi di fiction, la raccolta effettuata comprende oltre quaranta titoli. La scelta non è basata su un criterio qualitativo, né aspira ad essere esaustiva, anche per l’irreperibilità di alcuni film, ma è indicativa delle tendenze espresse dalla produzione cinematografica in questo ambito.<br />
Dal punto di vista tematico, assume grande rilievo l’abuso alcolico, illustrato in tutte le sue declinazioni, dalla tragedia dell’etilismo agli aspetti comici dell’ebbrezza. Molti film sono tratti da opere letterarie, soprattutto statunitensi, tanto che si è reso necessario descriverli in un capitolo a parte. L’altro argomento preminente emerso da questa ricerca è il valore identitario del territorio, che da sempre lega il vino al viticoltore e alle sue vigne. Il dato più sorprendente riguarda la provenienza dei film. Sarebbe lecito attendersi un primato di Italia e Francia, Paesi di straordinaria tradizione vinicola, che detengono saldamente il primo e secondo posto della produzione mondiale. E invece no, Italia e Francia appaiono come due belle addormentate, sonnecchianti tra i filari dei loro prestigiosi vigneti. A prevalere, con oltre due terzi dei titoli, è il cinema di Hollywood, ben più perspicace nel comprendere le potenzialità di un settore che, da almeno mezzo secolo, fa tendenza, produce mode e stili di vita, promuovendo il vino di qualità al ruolo di status symbol.<br />
Nel testo vengono elencate tutte le bottiglie mostrate o evocate dai film descritti, indicandone le zone di provenienza e, ove vengano specificate, le aziende produttrici. Il vino che appare con più frequenza sul grande schermo è, di gran lunga, lo Champagne, che simbolizza meglio di qualunque altra bevanda, non solo al cinema, la voglia di leggerezza e la gioia di vivere. In questa classifica virtuale troviamo, nelle posizioni a seguire, due vini rossi, rispettivamente il Merlot e il Pinot Noir, poi un bianco, lo Chardonnay. In totale sono una novantina i vini citati dai nostri film, che comprendono molte delle eccellenze enologiche mondiali.<br />
Questo volume propone, prima di tutto, un viaggio alcolico, tra calici di rosso, di bianco e di bollicine, capaci di scatenare sul grande schermo i drammi più intensi o le risate più pazze. Tante storie, spesso lontanissime fra loro, ma accomunate dagli effluvi ammalianti del vino. Non si tratta soltanto di una bevanda straordinariamente piacevole o di un fattore di riconoscimento storico e culturale, sembrano dirci questi film: il vino è uno specchio della nostra anima.</p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/1781682380.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4572" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/09/1781682380.jpg" alt="1781682380" width="742" height="954" /></a></p>
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		<title>Cinecritica 02 / 2026</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 07:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[CINECRITICA 02/2026 (122) Periodico di Cultura Cinematografica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Direttore responsabile: Cristiana Paternò Vicedirettore: Pedro Armocida 176 pp. /ill. Isbn 979 1282 554084 Numero singolo 14,00 euro Abbonamento annuale (4 numeri): Italia 35,00 euro / Estero 68,00 euro Per ordini e abbonamenti: ordini@edizionisabinae.com ______________________________________ Nel secondo numero del 2026 di Cinecritica (122) il primo piano è dedicato a Laura Morante. Ed inoltre interviste e articoli di Maria Sole Colombo, Paola Casella, Hans Kitzmuller, Sara D&#8217;Ascenzo, Francesco Pascali, Domenico Monetti, Gianlorenzo Franzì, Paolo Speranza, Roberto Baldassarre, Angela Maria Fornaro, Anton Giulio Mancino, Tonino Pinto, Franco Grattarola, Franco Montini, Pedro Armocida, Emanuele Di Nicola, Patrizia Pistagnesi Il numero in uscita alla Mostra del Cinema di Venezia è dedicato a Bruno Torri. Ecco l&#8217;editoriale della direttrice Cristiana Paternò. Dedicato a Bruno di Cristiana Paternò In piena estate, a metà luglio, ci ha lasciato Bruno Torri. Per molti di noi un caro amico, oltre che un maestro e un grande catalizzatore di questa associazione che ha contribuito a fondare e a cui ha dedicato gran parte della sua lunga vita tutta spesa nel segno di una grande passione per il cinema e per la scrittura. Personalmente devo proprio a lui il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;"><strong>CINECRITICA 02/2026 (122)</strong></p>
<p style="color: #000000;">Periodico di Cultura Cinematografica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani</p>
<p style="color: #000000;">Direttore responsabile: Cristiana Paternò</p>
<p style="color: #000000;">Vicedirettore: Pedro Armocida</p>
<p style="color: #000000;">176 pp. /ill.</p>
<p style="color: #000000;">Isbn 979 1282 554084</p>
<p style="color: #000000;">Numero singolo 14,00 euro</p>
<p style="color: #000000;">Abbonamento annuale (4 numeri): Italia 35,00 euro / Estero 68,00 euro</p>
<p style="color: #000000;">Per ordini e abbonamenti: ordini@edizionisabinae.com</p>
<p style="color: #000000;">______________________________________</p>
<p style="color: #000000;">Nel secondo numero del 2026 di Cinecritica (122) il primo piano è dedicato a Laura Morante. Ed inoltre interviste e articoli di Maria Sole Colombo, Paola Casella, Hans Kitzmuller, Sara D&#8217;Ascenzo, Francesco Pascali, Domenico Monetti, Gianlorenzo Franzì, Paolo Speranza, Roberto Baldassarre, Angela Maria Fornaro, Anton Giulio Mancino, Tonino Pinto, Franco Grattarola, Franco Montini, Pedro Armocida, Emanuele Di Nicola, Patrizia Pistagnesi</p>
<p style="color: #000000;"><strong>Il numero in uscita alla Mostra del Cinema di Venezia è dedicato a Bruno Torri. </strong></p>
<p style="color: #000000;"><strong>Ecco l&#8217;editoriale della direttrice Cristiana Paternò.</strong></p>
<p style="color: #000000;">Dedicato a Bruno</p>
<p style="color: #000000;">di Cristiana Paternò</p>
<p style="color: #000000;">In piena estate, a metà luglio, ci ha lasciato Bruno Torri. Per molti di noi un caro amico, oltre che un maestro e un grande catalizzatore di questa associazione che ha contribuito a fondare e a cui ha dedicato gran parte della sua lunga vita tutta spesa nel segno di una grande passione per il cinema e per la scrittura. Personalmente devo proprio a lui il mio percorso nel SNCCI, perché fu lui, tanti anni fa, a invitarmi ad iscrivermi e di questo gli sono immensamente grata, come di tanti confronti e scambi di idee, sempre prolifici, sia sui film che vedevamo sia su altri temi che ci appassionavano, tra cui la spiritualità orientale. Già, perché Bruno aveva un fondato interesse per il buddismo che coltivava con cura, come tutte le cose a cui si dedicava. Lui era così, un uomo capace sempre di stupirti, di darti stimoli intellettuali e, nel contempo, di riservarti un’attenzione speciale, affettuosa e partecipe nelle varie circostanze, anche brutte, della vita. Tra le tante cose condivise, naturalmente, c’è stata anche la bella avventura della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, altra creatura che aveva “allevato” insieme al grande amico e sodale Lino Micciché. E dunque ci troviamo a vivere una Venezia senza Bruno, ma nel suo forte ricordo. La Settimana della Critica numero 41 sarà dedicata proprio a lui. Quanto gli stava a cuore la sezione prodotta da noi critici (con il contributo fondamentale della DGCA del MiC). Ricordo che, negli anni in cui ho fatto parte del comitato di selezione con Francesco Di Pace delegato generale non mancava mai una sua telefonata, ai primi di luglio, per scoprire se c’era un film italiano tra quelli scelti, condizione immancabile, anzi assoluta, per la buona riuscita della manifestazione e per dare un senso alla “missione” di sostenere il cinema italiano impegnato e di ricerca, compito che si era sempre attribuito e che ci ha trasmesso. Quest’anno il caso, o forse come mi piace pensare una buona stella, ha voluto che i film italiani scelti dalla delegata generale Beatrice Fiorentino e dal team dei selezionatori (Matteo Berardini, Marianna Cappi, Francesco Grieco e Marco Romagna) siano addirittura tre, uno in concorso (Prima della guerra di Tommaso Usberti) e due fuori concorso in apertura e chiusura, rispettivamente, Il grande Giaffa di Marco Santi e Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello. Non vediamo l’ora di scoprirli insieme ai cortometraggi che andranno a comporre il palinsesto di SIC@SIC. Certamente con un pensiero costante a Bruno.</p>
<p><a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4561'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Indice" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4562'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4563'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4564'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" /></a><br />
<a href='https://www.edizionisabinae.com/wordpress/?attachment_id=4565'><img width="150" height="150" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="5" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/1786087042.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4559" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/08/1786087042.png" alt="1786087042" width="745" height="915" /></a></p>
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		<title>Ottoemezzo n. 75</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 20:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 ½ Visioni avventure passioni del cinema italiano n. 75 nuova serie / settembre 2026 Pp. 104 singolo volume: 8,50 euro Isbn 979 1282 554077 ISSN 2281 – 5597 Un numero speciale che rende onore alla straordinaria passione del cinema per i biopic più o meno fedeli di musicisti di ogni genere, da Mozart in Amadeus di Miloš Forman a Elvis nel biopic omonimo di Baz Luhrmann, fino al doppio Bob Dylan dello sperimentale e ardito Io non sono qui di Todd Haynes e del recente e molto dibattuto A Complete Unknown con Timothée Chalamet nel ruolo del menestrello. Non mancano, e non potrebbero mancare, i documentari, sia italiani che internazionali, una foresta lussureggiante in cui perdersi a vista d’occhio. Ma si parla anche di film-concerto e di band realmente esistite o immaginarie, oltre all’inevitabile capitolo sul jazz, grande fonte di ispirazione, da Bird a Round Midnight al nostrano Bix di Pupi Avati. Tra i titoli che mi piace citare c’è un altro italiano, Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, un’immersione intimista nell’ultima fase, molto nera e disperata, della “sacerdotessa del rock” Christa Päffgen in arte Nico. A seguire l&#8217;indice del numero. &#160; 8 ½ è un periodico di informazione e cultura [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong>8 ½</strong></span></p>
<p><em>Visioni avventure passioni del cinema italiano</em></p>
<p>n. 75 nuova serie / settembre 2026</p>
<p>Pp. 104</p>
<p>singolo volume: 8,50 euro</p>
<p>Isbn 979 1282 554077</p>
<p>ISSN 2281 – 5597</p>
<p>Un numero speciale che rende onore alla straordinaria <strong>passione del cinema per i biopic</strong> più o meno fedeli di musicisti di ogni genere, da Mozart in <em>Amadeus</em> di Miloš Forman a Elvis nel biopic omonimo di Baz Luhrmann, fino al doppio Bob Dylan dello sperimentale e ardito <em>Io non sono qui</em> di Todd Haynes e del recente e molto dibattuto <em>A Complete Unknown</em> con Timothée Chalamet nel ruolo del menestrello. Non mancano, e non potrebbero mancare, i documentari, sia italiani che internazionali, una foresta lussureggiante in cui perdersi a vista d’occhio. Ma si parla anche di film-concerto e di band realmente esistite o immaginarie, oltre all’inevitabile capitolo sul jazz, grande fonte di ispirazione, da Bird a <em>Round Midnight</em> al nostrano <em>Bix</em> di Pupi Avati. Tra i titoli che mi piace citare c’è un altro italiano, <em>Nico</em>, 1988 di Susanna Nicchiarelli, un’immersione intimista nell’ultima fase, molto nera e disperata, della “sacerdotessa del rock” Christa Päffgen in arte Nico.</p>
<p>A seguire l&#8217;indice del numero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8 ½ è un periodico di informazione e cultura cinematografica, realizzato da Cinecittà con la Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC.</p>
<p>______________________________</p>
<p>Direttrice responsabile: Cristiana Paternò</p>
<p>Rivista fondata da Gianni Canova</p>
<p>Redazione:<br />
Nicole Bianchi, Carmen Diotaiuti, Andrea Guglielmino</p>
<p>Rivista realizzata con la collaborazione di Paola Casella</p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/index-1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4554" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/index-1.jpg" alt="index 1" width="6765" height="9915" /></a> <a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/index-2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4555" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/index-2.jpg" alt="index 2" width="6765" height="9915" /></a></p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/ottoemezzo_75.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4553" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/07/ottoemezzo_75.jpg" alt="_ottoemezzo_75" width="718" height="931" /></a></p>
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		<title>Cinecritica 01 /2026</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 14:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[CINECRITICA 01/2026 (121) Periodico di Cultura Cinematografica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Direttore responsabile: Cristiana Paternò Vicedirettore: Pedro Armocida 128 pp. /ill. Isbn 979 1282 554053 Numero singolo 14,00 euro Abbonamento annuale (4 numeri): Italia 35,00 euro / Estero 68,00 euro Per ordini e abbonamenti: ordini@edizionisabinae.com _______________________________________ Nel primo numero del 2026 di Cinecritica (121), il primo piano è dedicato a Damiano Michieletto. Con articoli di Sara D&#8217;Ascenzo, Cristiana Paternò, Chiara Pavan, Patrizia Pistagnesi, Giuseppe Ghigi, Marco Contino, Martina Romano, Domenico Monetti, Paolo Landi, Piero Spila, Ilaria Feole, Franco Grattarola, Claver Salizzato. &#160; Editoriale di Cristiana Paternò Con la sua storia ormai trentennale, Cinecritica, la rivista del SNCCI, è un valido esempio di resistenza culturale in tempi in cui la sopravvivenza delle pubblicazioni di carta rappresenta un’autentica scommessa. Se il declino della carta stampata e specialmente dei giornali, da un lato, è un dato di fatto inoppugnabile, acquista ancor più valore l’impegno a proseguire con ostinazione, grazie al lavoro di tutti e all’imprescindibile sostegno del Ministero della Cultura, a mettere nero su bianco il pensiero critico e la passione per il cinema che ci appartiene come associazione e singolarmente. E dunque il 2026 vede una nuova rivoluzione grafica che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CINECRITICA 01/2026 (121)</p>
<p>Periodico di Cultura Cinematografica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani</p>
<p>Direttore responsabile: Cristiana Paternò</p>
<p>Vicedirettore: Pedro Armocida</p>
<p>128 pp. /ill.</p>
<p>Isbn 979 1282 554053</p>
<p>Numero singolo 14,00 euro</p>
<p>Abbonamento annuale (4 numeri): Italia 35,00 euro / Estero 68,00 euro</p>
<p>Per ordini e abbonamenti: ordini@edizionisabinae.com</p>
<p>_______________________________________</p>
<p>Nel primo numero del 2026 di Cinecritica (121), il primo piano è dedicato a Damiano Michieletto. Con articoli di Sara D&#8217;Ascenzo, Cristiana Paternò, Chiara Pavan, Patrizia Pistagnesi, Giuseppe Ghigi, Marco Contino, Martina Romano, Domenico Monetti, Paolo Landi, Piero Spila, Ilaria Feole, Franco Grattarola, Claver Salizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Editoriale</em></p>
<p>di Cristiana Paternò</p>
<p>Con la sua storia ormai trentennale, Cinecritica, la rivista del SNCCI, è un valido esempio di resistenza culturale in tempi in cui la sopravvivenza delle pubblicazioni di carta rappresenta un’autentica scommessa. Se il declino della carta stampata e specialmente dei giornali, da un lato, è un dato di fatto inoppugnabile, acquista ancor più valore l’impegno a proseguire con ostinazione, grazie al lavoro di tutti e all’imprescindibile sostegno del Ministero della Cultura, a mettere nero su bianco il pensiero critico e la passione per il cinema che ci appartiene come associazione e singolarmente. E dunque il 2026 vede una nuova rivoluzione grafica che va nella direzione di una maggiore leggibilità e limpidezza di stile, ma anche di un contenimento dei costi pur senza rinunciare alla ricchezza dei contenuti che ci contraddistingue da sempre. Conferme e novità si affiancano nel timone della rivista. Il Primo Piano ruota attorno a un film come Primavera che ha segnalato l’esordio di un innovatore nel campo dell’opera lirica ora passato anche al cinema come Damiano Michieletto: nella lunga intervista che ci ha concesso spazia appunto sulla sua visione dove la musica ha un ruolo inevitabilmente centrale. Tuttavia, il discorso si approfondisce con lo spazio riservato a due dei suoi interpreti, accanto a Tecla Insolia, ovvero Andrea Pennacchi e Michele Riondino. L’esplorazione dei generi prosegue anche quest’anno: dopo il Noir e il Giudiziario, ci addentriamo nella Fantascienza, che ci accompagnerà per tutto il 2026 e anche oltre. L’opera prima che abbiamo scelto in questo numero è La vita da grandi di Greta Scarano, mentre “Il corpo dell’attore” si occupa di Roberto Citran con un’ampia intervista. Franco Brocani, Aleksandr Sokurov e Letizia Battaglia sono protagonisti di tre focus dedicati a queste figure di spicco. Da ultimo lancio un appello a tutti i nostri soci per la diffusione della rivista che, come sapete, è possibile acquistare su Amazon e che merita di trovare un pubblico sempre più vasto. Anche per vincere quella scommessa di cui dicevamo all’inizio.</p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1778770482.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4545" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1778770482.png" alt="1778770482" width="728" height="935" /></a></p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/cinecriticainterno-trascinato.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4542" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/cinecriticainterno-trascinato.jpg" alt="cinecriticainterno (trascinato)" width="4600" height="6232" /></a></p>
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		<title>Ottoemezzo n. 74</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2026 06:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[8 ½ Visioni avventure passioni del cinema italiano n. 74 nuova serie / maggio 2026 Pp. 112 singolo volume: 8,50 euro Isbn 979 1282 554046 ISSN 2281 – 5597 Finalmente il cortometraggio! Non figlio di un Dio minore ma a tutti gli effetti cittadino del cinema con un passaporto valido. In questo numero della nostra rivista 8 ½ esploriamo la complessa galassia del cinema breve italiano. Breve per durata ma non per ambizioni né per risultati. Da sempre considerato una sorta di palestra per dimostrare il proprio stile e il proprio talento e quindi accedere al lungometraggio – il che innegabilmente è – il corto ha anche l’innata capacità di osare e ne offre tutte le possibilità. Nuovi linguaggi, nuove forme di narrazione, nuovi orizzonti, ma al contempo costi contenuti. Non a caso c’è una sezione della Settimana Internazionale della Critica, SIC@SIC, realizzata in collaborazione con Cinecittà, che scopre da un decennio nuovi talenti anticipando il cinema di domani con dosi uguali di rigore e fantasia. 8 ½ è un periodico di informazione e cultura cinematografica, realizzato da Cinecittà con la Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC. ______________________________ Direttrice responsabile: Cristiana Paternò Rivista fondata da Gianni Canova Redazione: Nicole Bianchi, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000000;"><strong><em style="font-weight: inherit; font-style: italic;"><span style="font-style: inherit; color: #ff0000;">8 ½</span></em></strong></p>
<p style="color: #000000;"><em style="font-weight: inherit; font-style: italic;"><strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Visioni avventure passioni del cinema italiano</strong></em></p>
<p style="color: #000000;">n. 74 nuova serie / maggio 2026</p>
<p style="color: #000000;">Pp. 112</p>
<p style="color: #000000;">singolo volume: 8,50 euro</p>
<p style="color: #000000;">Isbn 979 1282 554046</p>
<p style="color: #000000;">ISSN 2281 – 5597</p>
<p style="color: #000000;">Finalmente il cortometraggio! Non figlio di un Dio minore ma a tutti gli effetti cittadino del cinema con un passaporto valido. In questo numero della nostra rivista 8 ½ esploriamo la complessa galassia del cinema breve italiano. Breve per durata ma non per ambizioni né per risultati. Da sempre considerato una sorta di palestra per dimostrare il proprio stile e il proprio talento e quindi accedere al lungometraggio – il che innegabilmente è – il corto ha anche l’innata capacità di osare e ne offre tutte le possibilità. Nuovi linguaggi, nuove forme di narrazione, nuovi orizzonti, ma al contempo costi contenuti. Non a caso c’è una sezione della Settimana Internazionale della Critica, SIC@SIC, realizzata in collaborazione con Cinecittà, che scopre da un decennio nuovi talenti anticipando il cinema di domani con dosi uguali di rigore e fantasia.</p>
<p style="color: #000000;">8 ½ è un periodico di informazione e cultura cinematografica, realizzato da Cinecittà con la Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC.</p>
<p style="color: #000000;">______________________________</p>
<p style="color: #000000;">Direttrice responsabile: Cristiana Paternò</p>
<p style="color: #000000;">Rivista fondata da Gianni Canova</p>
<p style="color: #000000;">Redazione:<br />
Nicole Bianchi, Carmen Diotaiuti, Andrea Guglielmino</p>
<p style="color: #000000;">Rivista realizzata con la collaborazione di Paola Casella</p>
<p style="color: #000000;"><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ottoemezzo-n.74-2026.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4521" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/ottoemezzo-n.74-2026.png" alt="ottoemezzo n.74 2026" width="746" height="923" /></a></p>
<p style="color: #000000;">
<p style="color: #000000;"><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4525" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1.jpg" alt="1" width="6355" height="9302" /></a> <a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/2.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4526" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/2.jpg" alt="2" width="6256" height="9396" /></a> <a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/3.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4527" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/3.jpg" alt="3" width="6255" height="9454" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Circolo del Giudizio</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2026 07:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Circolo del Giudizio Storie di cinema, poesia, televisione e letteratura Tonino Guerra / Nino Pedretti /Flavio Nicolini /Lello Baldini / Gianni Fucci / Rina Macrelli di Gianfranco Miro Gori Con un saggio di Simonetta Nicolini Pp. 300 Isbn 979 1282 554 015 Euro 18,00 Uscita 14 maggio 2026 ____________________________ Il libro racconta le storie dei sei artisti e intellettuali santarcangiolesi, identificati poi come “il Circolo del giudizio”, attivo a partire secondo dopoguerra a Santarcangelo di Romagna. Attraverso un aneddoto iniziale – il calcio-balilla come simbolico collante del gruppo, evocato da Flavio Nicolini e accostato al flipper della Nouvelle Vague ricordato da Jean-Luc Godard – l’autore introduce una riflessione sulla sorprendente vitalità culturale di una realtà provinciale apparentemente marginale.  Il gruppo, composto da Tonino Guerra, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Lello Baldini, Gianni Fucci e Rina Macrelli, si formò in un ambiente privo di grandi istituzioni culturali, ma animato da intense relazioni sociali, dalla vita di piazza e da un forte clima di rinnovamento politico e culturale dopo la fine del nazifascismo. Più che di un vero circolo organizzato, si trattava di una comunità informale di giovani che si riunivano per discutere di letteratura, poesia, cinema, musica e politica, definendosi all&#8217;inizio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Circolo del Giudizio</strong></p>
<p><em><strong>Storie di cinema, poesia, televisione e letteratura</strong></em></p>
<p>Tonino Guerra / Nino Pedretti /Flavio Nicolini /Lello Baldini / Gianni Fucci / Rina Macrelli</p>
<p>di Gianfranco Miro Gori</p>
<p>Con un saggio di Simonetta Nicolini</p>
<p>Pp. 300</p>
<p>Isbn 979 1282 554 015</p>
<p>Euro 18,00</p>
<p><strong>Uscita 14 maggio 2026</strong></p>
<p>____________________________</p>
<p style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Il libro racconta le storie dei sei artisti e intellettuali santarcangiolesi, identificati poi come “il Circolo del giudizio”, attivo a partire secondo dopoguerra a Santarcangelo di Romagna. Attraverso un aneddoto iniziale – il calcio-balilla come simbolico collante del gruppo, evocato da Flavio Nicolini e accostato al flipper della Nouvelle Vague ricordato da Jean-Luc Godard – l’autore introduce una riflessione sulla sorprendente vitalità culturale di una realtà provinciale apparentemente marginale.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Il gruppo, composto da Tonino Guerra, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Lello Baldini, Gianni Fucci e Rina Macrelli, si formò in un ambiente privo di grandi istituzioni culturali, ma animato da intense relazioni sociali, dalla vita di piazza e da un forte clima di rinnovamento politico e culturale dopo la fine del nazifascismo. Più che di un vero circolo organizzato, si trattava di una comunità informale di giovani che si riunivano per discutere di letteratura, poesia, cinema, musica e politica, definendosi all&#8217;inizio “la Comune”, in riferimento ideale alla Comune di Parigi del 1871.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Accanto ai futuri protagonisti operarono figure e presenze importanti – studiosi, attori e artisti – e si sviluppò una rete di incontri con pittori, poeti e intellettuali provenienti, spesso in bicicletta, da altre città, che trasformò Santarcangelo in un polo culturale vivace. Centrale fu la figura di Tonino Guerra, promotore di letture poetiche e collegamenti artistici, e il ruolo dell’ambiente teatrale e della poesia dialettale, perfettamente integrati nella dimensione orale e collettiva della vita del paese.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">Il libro si propone, oltre che di raccontare le storie dei componenti del Circolo, di mostrare come, in un particolare momento storico favorevole, una realtà provinciale abbia saputo generare un’esperienza culturale di grande rilievo, dimostrando la forza creativa dell’incontro tra dimensione locale e apertura verso l’esterno.</span></p>
<p style="color: #221e1f;"><span style="color: #000000;"><b>Gianfranco Miro Gori</b>, detto Miro in ricordo dello zio partigiano della 29ª brigata Gap, ha ideato e diretto la Cineteca di Rimini e ideato e presieduto l&#8217;associazione culturale Sammauroindustria, della quale oggi è direttore. Autore di testi saggistici, soprattutto in campo cinematografico, poetici e letterari, ha organizzato festival e manifestazioni culturali in Italia e all’estero. Del Circolo del giudizio si è occupato più volte con saggi ed eventi. Per le Edizioni Sabinae, insieme a Davide Bagnaresi, ha già pubblicato il volume <i>Amarcord dalla A alla Z </i>(2023).<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p style="color: #221e1f;">
<p style="color: #221e1f;"><em>Il Corriere Romagna</em>, 14 maggio 2026:</p>
<p style="color: #221e1f;"><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/Il-Corriere-Romagna-14-maggio-2026.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4547" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/Il-Corriere-Romagna-14-maggio-2026.jpg" alt="Screenshot" width="1247" height="1282" /></a></p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1777792991.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4510" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/05/1777792991.png" alt="1777792991" width="700" height="812" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le interviste impossibili</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[LE INTERVISTE IMPOSSIBILI di Tonino Pinto 186 pp.; ill. Isbn 979 1282 554022 18,00 euro Prefazione di Marco Spagnoli Uscita 16 aprile 2026 info e prenotazioni: ordini@edizionisabinae.com __________________________________ Un incontro a tu per tu con chi ha fatto la storia. Un dialogo serrato con chi non può più rispondere. Un gioco colto e irriverente in cui il tempo si piega alla curiosità. In Le interviste impossibili, Tonino Pinto mette in scena conversazioni che nessun cronista avrebbe potuto realizzare e che proprio per questo risultano più vere del vero. Figure lontane nei secoli o ormai consegnate alla memoria tornano a parlare, a difendersi, a contraddirsi, a sorprendere. Non statue immobili, ma voci vive, ironiche, talvolta spiazzanti. Con l’abilità del giornalista e il gusto del narratore, Pinto costruisce dialoghi che intrecciano rigore storico e libertà immaginativa, restituendo ai protagonisti del passato una dimensione umana, fragile, appassionata. Ogni intervista è un piccolo teatro della mente in cui domande incalzanti aprono spiragli inattesi sulla storia, sulla cultura, sul potere, sull’arte. Il risultato è un libro brillante e intelligente, capace di divertire e far riflettere, di insegnare senza pedanteria, di avvicinare il lettore ai grandi nomi della memoria collettiva con leggerezza e profondità. Perché, in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LE INTERVISTE IMPOSSIBILI</strong></p>
<p>di Tonino Pinto</p>
<p>186 pp.; ill.</p>
<p>Isbn 979 1282 554022</p>
<p>18,00 euro</p>
<p>Prefazione di Marco Spagnoli</p>
<p><strong>Uscita 16 aprile 2026</strong></p>
<p>info e prenotazioni: ordini@edizionisabinae.com</p>
<p>__________________________________</p>
<p>Un incontro a tu per tu con chi ha fatto la storia. Un dialogo serrato con chi non può più rispondere. Un gioco colto e irriverente in cui il tempo si piega alla curiosità. In Le interviste impossibili, Tonino Pinto mette in scena conversazioni che nessun cronista avrebbe potuto realizzare e che proprio per questo risultano più vere del vero. Figure lontane nei secoli o ormai consegnate alla memoria tornano a parlare, a difendersi, a contraddirsi, a sorprendere. Non statue immobili, ma voci vive, ironiche, talvolta spiazzanti. Con l’abilità del giornalista e il gusto del narratore, Pinto costruisce dialoghi che intrecciano rigore storico e libertà immaginativa, restituendo ai protagonisti del passato una dimensione umana, fragile, appassionata. Ogni intervista è un piccolo teatro della mente in cui domande incalzanti aprono spiragli inattesi sulla storia, sulla cultura, sul potere, sull’arte. Il risultato è un libro brillante e intelligente, capace di divertire e far riflettere, di insegnare senza pedanteria, di avvicinare il lettore ai grandi nomi della memoria collettiva con leggerezza e profondità. Perché, in fondo, le interviste impossibili sono quelle che avremmo sempre voluto leggere — e che finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere.</p>
<p><strong>Interviste impossibili a</strong>: Fred Astaire, Joséphine Baker, Charlie Chaplin, Joan Crawford, Doris Day, Marlene Dietrich, Ella Fitzgerald,  Rita Hayworth, Vivien Leigh, Sergio Leone, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Marilyn Monroe, Pablo Picasso, Frank Sinatra, Gloria Swanson, Elizabeth Taylor, Alida Valli,  Billy Wilder, Esther Williams</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tonino Pinto</strong> è giornalista pubblicista, critico cinematografico, letterario e documentarista . Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato in Rai dal 1972 al 2015 e, a partire dal 1976, ha ricoperto il ruolo di inviato speciale per il TG1, TG2, TG3 e TGR, seguendo in particolare i settori del cinema, dello spettacolo e del costume. È membro della giuria del David di Donatello e ha collaborato con alcune fra le più autorevoli testate italiane, tra cui Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, TV Sorrisi e Canzoni, L’Espresso, Il Messaggero, Il Mattino e La Gazzetta del Mezzogiorno. Continua tuttora la sua attività giornalistica come inviato per Quarta Parete, seguendo i principali appuntamenti del panorama cinematografico internazionale e nazionale, tra cui il Festival di Cannes, il Giffoni Film Festival, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Il Festival di Locarno, Il Festival, Il Festival del Cinema Ibero-Americano e la Festa del Cinema di Roma. È anche opinionista cinematografico per Radio Free Station la radio degli italiani in America.</p>
<p>_________________________</p>
<p>C’è solo una cosa davvero impossibile per quello che riguarda Tonino Pinto: lo stargli dietro. Vulcanico, insofferente, appassionato, godereccio, pronto alla colluttazione se necessario per difendere qualcosa o qualcuno, essere suo amico è un privilegio perché ti permette di ascoltare un uomo che ha incontrato tanti, conosciuto tutti, amato poche persone, uomini e donne che siano o che siano stati, e che ha attraversato – anche solo per motivi familiari – un secolo di grande cinema italiano ed internazionale. [...] Leggere Tonino è un’esperienza doppia: si apprende la storia del cinema e si assiste al farsi dell’anima di un uomo che non ha mai smesso di meravigliarsi. Se questo libro vi porterà vicino a un volto, a una voce, a un aneddoto, allora avrà fatto ciò che Tonino più desidera: trasformare il banale in straordinario e soprattutto cristallizzare in un momento storie e talenti.</p>
<p><em>dalla prefazione di Marco Spagnoli</em></p>
<p>_________________________</p>
<p><strong>Radio Vaticana</strong>, <em>Dritti al cuore</em>, 24 aprile 2026:<a href="http://https://www.vaticannews.va/it/podcast/rvi-programmi/dritti-al-cuore/2026/04/dritti-al-cuore-24-04-2026.html"> https://www.vaticannews.va/it/podcast/rvi-programmi/dritti-al-cuore/2026/04/dritti-al-cuore-24-04-2026.html</a></p>
<p><em><strong>On Off Mag</strong></em>, 20 aprile 2026: <a href="http://https://www.onoffmag.com/2026/04/19/le-interviste-impossibili-di-tonino-pinto-quando-il-dialogo-diventa-memoria-viva">https://www.onoffmag.com/2026/04/19/le-interviste-impossibili-di-tonino-pinto-quando-il-dialogo-diventa-memoria-viva</a></p>
<p><em><strong>Quartaparete</strong></em>, 20 aprile 2026: <a href="http://https://quartapareteroma.it/le-interviste-impossibili-dentro-il-libro-di-tonino-pinto-il-cinema-come-racconto-impossibile/">https://quartapareteroma.it/le-interviste-impossibili-dentro-il-libro-di-tonino-pinto-il-cinema-come-racconto-impossibile/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cinema Quattro Fontane (Roma), 19 aprile 2026, nella foto (da sx): Tonino Pinto, Piera Detassis e Simone Casavecchia</p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/19-aprile-2026.jpeg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4504" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/19-aprile-2026.jpeg" alt="19 aprile 2026" width="4032" height="3024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Stampa, 20 settembre 2026:</p>
<p><a href="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/La-Stampa-20-settembre-2026.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4574" src="http://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/La-Stampa-20-settembre-2026.jpg" alt="La Stampa 20 settembre 2026" width="880" height="1354" /></a></p>
<p><a href="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/1774367687.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-4464" src="https://www.edizionisabinae.com/wordpress/wp-content/uploads/2026/03/1774367687.jpg" alt="1774367687" width="707" height="914" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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