Nino Rota e le musiche per il Casanova di Federico Fellini

di Simone Perugini

L’autore di questo saggio, compositore e direttore d’orchestra, rende omaggio a Nino Rota nel trentennale dalla morte del musicista felliniano e premio Oscar. In particolare prendendo in esame le musiche realizzate da Rota per il film Il Casanova di Federico Fellini. La quasi trentennale collaborazione tra Federico Fellini e Nino Rota, pur costituendo un unicum nella storia del cinema, subì in realtà modifiche assai profonde nella prassi produttiva che, a livello essenziale, sono riconducibili al crescente successo e al grado di notorietà assunto nei rispettivi campi d’azione dai due protagonisti. Nelle prime collaborazioni i due artisti lavorarono sempre a stretto contatto, con un netto privilegio decisionale e di guida del regista sul compositore. Rota, secondo un iter produttivo assai usuale nella composizione di musiche per film, compose sempre in un secondo momento la colonna musica, quando la pellicola era già stata interamente montata. Ciò non deve certamente stupefare coloro che conoscono bene il cinema del regista riminese: il grado d’importanza della componente musicale è assolutamente elevato e in più di un’occasione Fellini dichiarò quanto la musica, che entrava nel film fin dalla fase delle riprese, assolvesse ad una «funzione evocativa» essenziale; solo la musica era capace di stimolare la sua sensibilità, la sua fantasia, e solo attraverso quella l’immaginario felliniano poteva essere compiutamente trasferito nelle immagini del film. Ma non era, generalmente, la musica di Rota a servire da guida: era il solito armamentario di «marcette circensi» (che quasi avevano, per sua stessa ammissione, traumatizzato la sensibilità musicale del regista), di «canzonette» appartenute alla sua giovinezza, di motivi ballabili che gli aiuti del regista, ormai consapevoli delle sue preferenze musicali, gli approntavano per le riprese. La pellicola aveva quindi una sua compiuta dimensione musicale prima che il compositore potesse intervenire. Solo dopo il montaggio finale entrava in scena Nino Rota, il cui compito era non solo quello di sostituire le note delle musiche utilizzate da Fellini con le proprie, ma anche di convincere il reticente regista ad abbandonare quei motivi a cui ormai si era affezionato.

Compositore, direttore d’orchestra e musicologo nasce a Firenze nel 1975. Dopo gli studi di composizione e direzione d’orchestra, si laurea in Storia della musica per film presso l’Università di Firenze specializzandosi, in seguito, sul teatro musicale del Settecento presso la stessa istituzione. Come compositore lavora prevalentemente nell’ambito teatrale componendo musiche di scena per varie produzioni teatrali. In qualità di assistente musicale prima e compositore poi, ha collaborato, nel corso degli anni, con importati Enti e Istituzioni italiani quali, ad esempio “Tacitevoci Ensemble”, Cortona, “Progetto Genesio”, Roma, Teatro Stabile delle Marche, Fondazione Sipario Toscana, Pisa, Associazione Nuova Consonanza, Roma e altri. Come direttore d’orchestra debutta nel 1996 occupandosi, prevalentemente, della riscoperta e riproposta, in prime esecuzioni in tempi moderni, di opere del teatro musicale Settecentesco. Studioso delle tecniche del Belcanto e della prassi esecutiva tardo barocca e classica, conta al proprio attivo produzioni di opere di Cimarosa, Mozart, Rossini. Dal 2000 al 2003 è Direttore Artistico dell’Accademia Musicale ProgettoOpera 2000, per la quale ha diretto, tra le altre, l’opera Amor rende sagace di Domenico Cimarosa, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart e Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa. Dal 1994 al 1999 è stato collaboratore dell’Universita del South Carolina in qualità di Assistente musicale e Direttore di Coro. Dal 2005 è direttore Artistico dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” di Firenze con la quale ha diretto, in prima esecuzione in tempi moderni, l’edizione viennese del 1793 dell’opera di Domenico Cimarosa L’impresario in angustie. Nell’ambito delle attività della stessa Accademia, a partire dal 2006, è diventato Direttore Musicale principale dello Stage Internazionale per giovani cantanti lirici e strumentisti La bottega dell’opera. Nello stesso anno ha affiancato alla propria attività artistica quella di musicologo. Da sempre interessato al repertorio operistico Settecentesco, ha curato edizioni critiche di partiture teatrali di Cimarosa e Paisiello, che hanno attirato l’attenzione di importanti editori italiani ed esteri, pubblicate e in corso di pubblicazione presso Sonzogno, Milano, Ut Orpheus, Bologna e Artaria Editions Limited, New Zealand. Dal 2006 è stato nominato Cultore della materia (Storia della musica per film) presso l’Università degli Studi di Firenze.

Autore: SIMONE PERUGINI
Prezzo: € 15,00
Dati: Aprile 2009
ISBN 978 889 6105 238

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