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Venti anni dalla morte di Greta Garbo, un mostra e un libro
Omaggio di Ferragamo, libro di Moscati per anniversario 15 aprile
13 marzo, 15:00

ROMA - Una mostra e un libro ricordano il ventennale della morte di Greta Garbo (1905-1990), la più misteriosa delle star del cinema, che scelse di scomparire dallo schermo e dalle cronache mondane a soli 36 anni (nel 1941). La mostra è un raffinato omaggio che le riserva la casa di mode Ferragamo; il libro è una biografia romanzata scritta Italo Moscati, dal titolo 'Greta Garbo. Diventare star per sempre' (Edizione Sabinae) in uscita a maggio, mentre il 15 aprile è la data della sua morte a 84 anni. Curata dal Museo Ferragamo, che conserva la storia di grande artigiano al servizio del lusso privato e del glamour dello star system, la mostra è ospitata alla Triennale di Milano, fino al 4 aprile, per poi trasferirsi, da maggio settembre, al Museo Ferragamo di Firenze.
Ed è la prima volta, che una mostra svela il privato della più riservata icona di bellezza e fascino. La diva del mistero e il "calzolaio dei sogni" Salvatore Ferragamo si incontrarono una sola volta, nel 1927, quando nel negozio di Hollywood, poco prima di rientrare a Firenze per avviare la sua azienda in Italia, Salvatore le aveva fatto delle scarpe su misura. Lei tornò in quel negozio finché era rimasto di Ferragamo, poi aveva continuato a comprare le sue creazioni da Saks a New York, ma non si erano più incontrati. Nel '49 capito' a Firenze e - entrata nel negozio Ferragamo con un paio di sandali di corda - ne usci con settanta paia di scarpe, quali tutte uguali. Due anni fa, di passaggio a Firenze, il pronipote della Garbo, Craig Reisfield, visitò il museo Ferragamo e vi scoprì l'esistenza di un ricco archivio con il guardaroba della Divina, conservato con cura e discrezione. Da li l'idea della mostra, che racconta le creazioni del costumista Adrian per la Divina, ovvero: cappucci drappeggiati, colletti scostati, quelle scollature a V poco profonde che focalizzavano l'attenzione sul suo incredibile viso.
Il libro di Moscati racconta la donna, l'attrice, la diva. Nata in una famiglia di contadini svedesi, da adolescente lavorò come sciampista, poi come commessa ai grandi magazzini. Allora l'attirava il teatro; poi scoprì il cinema, o piuttosto: il cinema scoprì lei, prima il cinema tedesco, poi Hollywood. Riusci anche a superare il cambio epocale dal cinema muto a quello parlato; si affermò con film indimenticati come Anna Karenina e Ninotchka. Poi decise di scomparire e di avvolgersi di mistero: un mistero che lascia ampi spazi di indagine e invenzione ad uno scrittore come Moscati.
IL MATTINO -9 GIUGNO 2010